CHE STRESS IL
SUCCESSO
(QUASI QUASI MI FACCIO UNA TISANA...)
Lo aspettano al varco, chi con i fucili puntati, chi con la curiosità, e lui lo
sa perfettamente. Non si vendono nel mondo,da assoluto esordiente,un milione di copie di
un singolo ("Xdono") e un milione di copie di un album("Rosso
relativo") senza che questo ti ponga sottole forche caudine. Non entri ,nel
giro di poco tempo,tra i rari cantanti italiani davvero noti all´estero,alla stregua di
un Bocelli, di un Ramazzotti, di una Pausini,senza suscitare invidie. E ora che stà per
uscire il secondo lavoro, quell´attesissimo " 111 Centoundici" con le sue nuove
trecccccdici canzoni,critici,discografici e fan contano i giorni sino al 7 novembre.
Vero,Tiziano Ferro? "Beh, diciamo che adesso sento una pressione forte. Non
prima, quando lavoravo al disco, ma ora. Anche perché me la mettono. So benissimo che
questo lavoro non è solo un fatto artistico, che dietro c´è anche il mercato con le sue
esigenze. E qualsiasi dettaglio sbagliato te lo fanno pesare.. Sto prendendo tisane
di valeriana su tisane...".
Ok allora prima di cadere in catalessi meglio allora tracciare un bilancio:da sconosciuto
ragazzo della provincia italiana a star celebre da Mosca a Buenos Aires. "Questi
due anni mi hanno cambiato la vita,specie la gestione dei miei tempi e dei miei
affetti, che non ho quasi più. Certo vivo sempre a Latina, in famiglia, ma solo una zucca
vuota potrebbe fingere che il successo non ti cambi nulla. Intanto mi alzo molto prima di
quando andavo a scuola e vado molto prima a letto. Anche perché viaggio in continuazione.
Devi essere sempre al massimo della forma, anche se crolli di sonno o di fame. Io
poi sono dei Pesci: un ipersensibile. Ma ho dovuto imparare a limare la mia
permalosità per accettare tutte le critiche che arrivano quando diventi un personaggio
pubblico.E ho migliorato anche altre parti di me:apprezzo di più la semplicità e il
calore della famiglia.Un pò come quando sei a militare e inaspettatamente scopriquanto ti
mancano i tuoi...Certo professionalmente ho migliorato il mio approccio alla musica
come lavoro:mi considero un "workalcoholic", un drogato di lavoro,
all'americana.Però non sono diventato affatto più sicuro, specie verso l'esterno: i
media, i critici discografici...". E il privato? "Il privato è
drammatico. Questo è un lavoro che ti toglie molto sul fronte umano: un lavoro dai
tempi massacranti che ti isola. Ne soffro molto. E in questi due anni sono diventato
più diffidente verso le persone, perchè non sò mai se chi ho davanti è
interessato alla persona Tiziano Ferro o al fenomeno Tiziano Ferro...". L'amaro
prezzo del trionfo? "Tu ironizzi, ma io tutto questo successo ,specie
quello internazionale, non me lo aspettavo e forse non lo cercavo. All'inizio il
progetto mio e dei miei produttori era modesto, circoscritto: le 100 mila copie
erano un sogno, un mito. A me, poi l'italia bastava: quando la Emi francese ha detto
"stampiamo il tuo album" non ci credevo! Diciamola tutta: in realtà la
molla che mi spingeva era dimostrare ad alcune persone a me vicine che ero in gamba.
che potevo riuscire.Ma da lì in poi...Così ho dovuto fermare i miei studi a
Scienza della comunicazione. Adesso mi piacerebbe almeno le lezioni di canto: però
se viaggi sempre come fai?". Già l'estero: tiziano si è pure tolto la
soddisfazione di una candidatura ai Grammy latini... " Il potere dei Grammy
è davvero grande: basta avere una nomination perchè si sviluppino contatti ev ti
si aprano porte in tutto il mondo. Anche se mi sono reso conto che noi italiani
siamo malati di esterofilia: io avevo inciso la versione inglese delle mie canzoni,
pensando ai Paesi del Nord, specie la Scandinavia. Alla fine è risultato che là
volevano la versione originale in italiano: all'estero adorano la nostra lingua!".
A proposito di album, questo nuovo? "Il titolo "111" è un numero
ricorrente nella mia vita: era il mio peso a 18 anni; era la mia prima camera al mio primo
tour; quando atterrai a Parigi, per la mia prima trasferta, l'orologio segnava
1,11... La veste musicale di questo lavoro è un pò come quella del primo, se vuoi
più R&B, però con sonorità rese ancora più moderne. In più mi è cresciuta
la voce. A questa età, due anni sono tanti: si cambia davvero e adesso ho anche
più bassi. Ho lavorato parecchio sui testi: sono più amari con situazioni più crude.
E' un lavoro estremamente personale, una sorta di diario di ciò che sono stati
questi due anni. Mi sono esposto molto...". Intanto, nelle radio và forte
il singolo di lancio "Xverso", sempre con stà mania della
"X"... "Guarda che questo brano l'ho scritto l'anno della
maturità, nel '98: semmai è "Xdono" che è del 2001, ad avere copiato la X!
Mah, forse
"Xverso" non è la migliore canzone del CD, però andava bene per il mio
rientro: è il manifesto del mio stile e se non fosse stato scelto come pezzo di
lancio, forse non lo avrei più usato come singolo. Ma i brani che amo di più sono
"Sere nere" e "Ti voglio bene" " (due brani di grande
impatto, che da soli valgono l'album). E poi, Tiziano, ci sarebbe quel video
"alla Justin Timberlake" legato al brano girato a Cuba... " Come
sarebbe a dire "alla Justin Timberlake"? allora andiamo all'origine delle
cose, perchè lui, come tanti altri, si rifà a Michael Jackson: siamo tutti figli
suoi! Però io è già da due anni che ballo così, il mio punto di riferimento è
Michael. Ma quale Timberlake! Semmai sono passi dell'agro-pontino, visto che il mio
coreografo è un ragazzo di Latina!". Alla faccia della "permalosità
limata"... Ma bisogna capirlo: ha da passà 'a nuttata. Anzi, venerdì 7 novembre...
da "TV
SORRISI e CANZONI" numero 44
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