Esce il secondo album
del soulman di Latina intitolato "111"
Tiziano Ferro fa il
bis
"La musica mi ha salvato"
MILANO - Torna a grande richiesta Tiziano Ferro, il fenomeno dell'R&B nostrano
esportato in mezzo mondo. Un milione di dischi venduti in Europa del primo album
"Rosso Relativo", 300mila solo in Italia, e una fama crescente anche in paesi
dell'America Latina. Due anni dopo, la rivelazione del rhythm&blues che ha
italianizzato i campioni riconosciuti della categoria, come R.Kelly, P.Diddy o Ushe, si
ripresenta con l'atteso secondo cd. Tredici brani variegati e ritmati, con l'apertura ad
una ballata (Non me lo so spiegare) e una ninna nanna (Chi non ha talento
insegna) per ampliare le prospettive. Il primo singolo Xverso già dilaga da un paio
di mesi nelle radio e ora tocca al secondo Sere nere. Comincia a febbraio il nuovo tour
europero di Tiziano Ferro nei club. Dopo si trasferirà in Sudamerica. In Italia tornerà
meglio in estate.
Prodotto ancora da Alberto Salerno e Mara Majonchi con Michele Canova.
"111" è stato registrato anche in Spagnolo e in Francese.
Incontenibile e contagioso chiaccherone, quando canta e quando parla, il 23enne
cantautore soul di Latina spiega il titolo del nuovo lavoro: 111. Un numero per
lui ricorrente, con un'amara sorpresa finale: "111 come la prima stanza d'albergo che ho avuto nel mio tour. Quando
siamo atterrati a Parigi, l'orologio dell'aeroporto segnava 1:11. Ma ancora prima, a
18anni, 111 era il drammatico peso che indicava la bilancia quando mi pesavo. Per
solitudine, per insicurezza, mi tuffavo nel cibo".
Come ne è uscito?
"La svolta è arrivata quando ho capito
che dimagrire non portava automaticamente alla felicità, ma che prima dovevo dimagrire e
poi, forse, sarei stato felice. Nel difficile passaggio, la musica è stata molto
importante. Quando facevo il corista dei Sottotono, molti mi hanno visto ancora grasso e
infelice".
Lei appartiene a una generazione molto versatile. Ha fatto il liceo scientifico, si è
iscritto all'Università, ha studiato a lungo musica e due anni doppiaggio
cinematografico. Le canzoni di "Rosso Relativo" le ha incise in cinque lingue.
Le dispiace improvvisarsi anche critico di se stesso per l'album appena uscito?
"C'è molta black music in 111, ma anche
musica italiana. I miei ascoltavano tante canzoni all'autoradio, mia madre soprattutto
Cocciante e Battisti, papà più rock. Sono cresciuto guardando i video di Michael Jackson
e Prince. Amo anche Battiato che ho scoperto a tre anni, quando ero isolato in ospedale
per l'asma, attaccato ad un respiratre, e ascoltavo le cassette di mia zia. Fui colpito da
Gli uccelli di BAttiato ed ora, nei concerti, faccio la versione elettronica e ferrizzata
di Centro di gravità permanente. Nel mio disco non c'è una svolta di stile. Piacerà a
chi è piaciuto il primo. Se devo farmi una critica, riascoltandolo ora, lo trovo troppo
affollato di argomenti, spesso autobiografici. Forse lo accorcerei di duo e tre pezzi,
certo il prossimo sarà più corto. Sono contento di Ti voglio bene che parla di amicizia
e di Giugno '84 dedicato alla famiglia, all'adolescenza, all'infanzia".
da "LA
REPUBBLCA" del 11 Novembre 2003
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